If the kids are united, sulle frequenze 94.7 e 96.25 di Radio Città del Capo.
Nuova trasmissione incentrata sulla musica delle controculture giovanili, dagli anni ’60 fino a oggi: un viaggio nei
meandri dello ska giamaicano, rocksteady, reggae, passando per soul, funk e tutta la black music americana, fino ad arrivare all’esplosione del punk in inghilterra, la “mod generation”, il movimento skinhead.
Un viaggio tra storia, aneddoti, curiosità, interviste ai protagonisti, e soprattutto tanta musica. La musica che ha accompagnato i giovani e la rivolta e da 50 anni a questa parte.
Stay rebel, stay tuned!
TUTTE LE PUNTATE
Questa settimana daremo il via ad un mini ciclo dedicato interamente allo ska made in italy: partendo dalle prime canzoni italiane con sonorità ska o simil-ska, e da artisti quali Peppino di Capri ed Edoardo Bennato, ci sposteremo via via fino ai primo vero e proprio movimento ska italiano con i suoi protagonisti, Casino Royale, Statuto, giungendo fino agli anni ’90 di Arpioni, Senza Sicura, e altro ancora! Cosa aspettate? E’ qui la festa!
Questo sabato, cercheremo di riscaldare il gelido clima bolognese con un bel po’ di bollente musica direttamente dalla Jamaica dei sound system, direttamente dalla figura di spicco che si crea attorno al sound system: il rude boy! Con l’ausilio delle compilaton sui rude boys tragate Studio One e Trojan (ma non solo..) cercheremo di tracciare un profilo storico e culturale di questa controversa e affascinante figura, con un occhio di riguardo, come sempre, alla musica che ha contribuito a rendere i “rudies” fenomeno di massa nella Jamaica dei primi ’60.
Stay rude- stay tuned!!!
In concomitanza con la 17ma edizione dello Ska Festival di Bologna, consueto ed imprescindibile appuntamento al laboratorio Crash!, daremo meritato spazio ai protagonisti della due giorni ska e punk! Avremo l’onore di intervistare infatti Radio Babylon, Salad Days, Payback, Stab e Attaccabrighe, e in esclusiva anche Dave Parsons, il leggendario chitarrista degli Sham 69! In attesa di venerdi 3 e sabato 4 febbraio ascolteremo la musica delle band in radio con tutti e tutte voi! Stay tuned!
In attesa del live a crash, dedicheremo spazio in radio ai leggendari sham69: dalle origini musicali all’esplosione dell’ondata punk ’77, ripercorreremo tutta la carriera della band di Jimmy Pursey e Dave Tregunna, fino al primo scioglimento ed a lavori solisti, i progetti collaterali e altro ancora. Ci sarà un motivo se questo programma si chiama “If the kids are united” o no? Stay tuned and united!!!
La crew è orgogliosa di ospitare in radio un amico e soprattutto un eroe della scena Oi! bolognese (e non solo): chitarrista storico dei Nabat, istruttore di muay thai, membro del collettivo Wu Ming e scrittore (la pietra miliare “Skinhead: lo stile della strada”, ma anche “Libera Baku ora” e “Free Karma Food”), esperto di soul, funk, r’n'b e ska, e dj. Stiamo parlando di Riccardo Pedrini! Sabato chiacchiereremo con Riccardo delle sue radici culturali-artistiche, dei suoi scritti e, soprattutto, di tanta, buona musica. Stay tuned!
Si inizia il nuovo anno, ancora in compagnia della crew di If The Kids Are United! In questa puntata partiamo dalla mitica Studio One, storica label di Coxone Dodd, e dai suoi artisti Alton Ellis, Ken Boothe, Willie Williams, Heptones, Jackie Mittoo, e altri ancora, alle prese con il “sound of Young America” di Curtis Mayfield, Aretha Franklin, Detroit Spinners, in due parole: il soul americano, una delle maggiori influenze per la nascita e lo sviluppo della musica jamaicana. Tra cover, riproposizioni e addirittura “variazioni sul tema” di storici brani soul di Stax, Motow, Fame, vi accompagneremo all’ascolto del leggendario volume Studio One Soul…e non solo…
In concomitanza con l’arrivo del nuovo anno, Gorak e Revolution Rock, resident djs delle serate dello ska fest, propongono i classici dei loro rispettivi set a colpi di ska,northern soul, rock e punk, senza tralasciare le bands che calcheranno il palco del Lab.Crash!, nel ‘maxi’ evento di febbraio che aprirà la stagione 2012 dello Ska Festival di Bologna.
Per festeggiare il natale con voi vi dedichiamo una puntata speciale in cui ascolteremo le vostre richieste, che noi come dei novelli babbi natale abbiamo esaudito. Stay tuned e “merry xmas con i kids!”
In occasione della campagna abbonamenti “Tutti al Verde” di Radio Città del Capo due puntate interamente dedicate alla vita, al pensiero e soprattutto alla musica del grande Joe Strummer, voce e chitarra dei Clash, ma non solo. In concomitanza con l’anniversario della morte e con il tributo italiano a Joe Strummer, due puntate sulle sue radici musicali; la sua prima avventura con i 101′ers; l’esplosione punk con i Clash; la presa di coscienza e la politicizzazione; la sperimentazione; l’amore indiscusso per la musica nera ed il rock delle origini, l’avventura da solista e con i Mescaleros…e tanto altro.
Perchè IL FUTURO NON E’ SCRITTO.
Inghilterra 1964, Vespa, Lambretta, alcool, anfetamina, bei vestiti e buona musica: Ace Face, Step, Chalky, Spider ; le incomprensioni in famiglia; i lavori sottopagati da fattorino e facchino; le nottate nei bar; la rivalità con i famigerati rockers; la battaglia di Brighton. Da un’idea di Pete Townshend, vi racconteremo l’inarrestabile discesa negli inferi di Jimmy, un giovane mod; tra brani soul,rhythm ‘n’ blues e beat e l’esplosione della “mod band” per eccellenza, gli Who. Rispolverate il vostro parka, questa settimana la dedichiamo a “Quadrophenia”!
Dopo il ’77 e con l’arrivo degli 80′s il punk si divide in 3 scuole di pensiero: da una parte il cosiddetto “hardcore”, dall’altra il punk ‘crassiano’ di matrice anarchica, mentre il seme di bands come Sex Pistols e Clash crescerà nei figli del sottoproletariato dei quartieri popolari di Londra e delle grandi città industriali della Gran Bretagna, che dal 1978 inizieranno a suonare un punk rock estremamente incazzoso e classista (nel senso di “classe operaia”), ribattezzato dal giornalista di “Sounds” Gary Bushell, su suggerimento dei Cockney Rejects,come genere “Oi!”, la pronucia cockney di “Hey”. “Probabilmente per la prima volta, chi stava sul palco e chi stava tra il pubblico erano la stessa gente”.
Questa settimana concluderemo il ciclo sulla Oi! music tuffandoci direttamente nella scena italiana, dagli albori di Nabt, Basta e Dioxina, passando per i Klasse Kriminale, fino ad approdare agli anni ’90 con Attaccabrighe, e altro ancora… Cosa state aspettando ancora?! Sintonizzatevi subito!
Dopo il ’77 e con l’arrivo degli 80′s il punk si divide in 3 scuole di pensiero: da una parte il cosiddetto “hardcore”, dall’altra il punk ‘crassiano’ di matrice anarchica, mentre il seme di bands come Sex Pistols e Clash crescerà nei figli del sottoproletariato dei quartieri popolari di Londra e delle grandi città industriali della Gran Bretagna, che dal 1978 inizieranno a suonare un punk rock estremamente incazzoso e classista (nel senso di “classe operaia”), ribattezzato dal giornalista di “Sounds” Gary Bushell, su suggerimento dei Cockney Rejects,come genere “Oi!”, la pronucia cockney di “Hey”. “Probabilmente per la prima volta, chi stava sul palco e chi stava tra il pubblico erano la stessa gente”.
Questo sabato riprenderemo il ciclo sulla musica e cultura Oi! partendo da dove ci eravamo fermati due sabati fa: ovvero dall’arrivo sulle scene degli Sham 69 sino all’esplosione del fenomeno in Gran Bretagna, con un accenno ai primi raduni Oi! in Italia. Non saremo soli, infatti con noi ci sarà un ospite d’eccezione: Cesare Ferioli, batterista dei Uxidi Dc, Tribal Noise e dei Nabat! Stay tuned!
Dopo il ’77 e con l’arrivo degli 80′s il punk si divide in 3 scuole di pensiero: da una parte il cosiddetto “hardcore”, dall’altra il punk ‘crassiano’ di matrice anarchica, mentre il seme di bands come Sex Pistols e Clash crescerà nei figli del sottoproletariato dei quartieri popolari di Londra e delle grandi città industriali della Gran Bretagna, che dal 1978 inizieranno a suonare un punk rock estremamente incazzoso e classista (nel senso di “classe operaia”), ribattezzato dal giornalista di “Sounds” Gary Bushell, su suggerimento dei Cockney Rejects,come genere “Oi!”, la pronucia cockney di “Hey”.
“Probabilmente per la prima volta, chi stava sul palco e chi stava tra il pubblico erano la stessa gente”.
Questa settimana riprenderemo il ciclo sulla musica e cultura Oi! partendo da dove ci eravamo fermati tre sabati fa, tuffandoci direttamente negli anni d’oro del fenomeno in Gran Bretagna e ascoltando i protagonisti della scena: dai Cock Sparrer ai Business, passando per gli Infa Riot, i Last Resort, i Blitz e tanti altri…
Stay tuned!
Questa settimana prenderemo una pausa dal ciclo di approfondimento su musica e cultura Oi!, per dare finalmente spazio e voce ai protagonisti del Last Gang – Ska Festival di venerdi 11 e sabato 12 novembre, ovvero Naftared, i leggendari Statuto, Cervelli Stanki, Trade Unions e gli storici Basta! Durante la trasmissione questa volta saranno gli stessi protagonisti a presentarsi e a scambiare quattro chiacchiere con noi, il tutto ovviamente accompagnato dalla loro musica, la stessa che suoneranno dal vivo allo Ska Fest!
Buon ascolto, kids and girlz!
Dopo il ’77 e con l’arrivo degli 80′s il punk si divide in 3 scuole di pensiero: da una parte il cosiddetto “hardcore”, dall’altra il punk ‘crassiano’ di matrice anarchica, mentre il seme di bands come Sex Pistols e Clash crescerà nei figli del sottoproletariato dei quartieri popolari di Londra e delle grandi città industriali della Gran Bretagna, che dal 1978 inizieranno a suonare un punk rock estremamente incazzoso e classista (nel senso di “classe operaia”), ribattezzato dal giornalista di “Sounds” Gary Bushell, su suggerimento dei Cockney Rejects,come genere “Oi!”, la pronucia cockney di “Hey”. “Probabilmente per la prima volta, chi stava sul palco e chi stava tra il pubblico erano la stessa gente”.
Kids, inizieremo un ciclo di più puntate di approfondimento sul movimento e la musica Oi! Partiremo con la preistoria e le origini!
Buon ascolto!
Ci tuffiamo nel Regno Unito, nel 1979: da una parte il revival della musica giamaicana, con gruppi come Steel Pulse, Matumbi e UB40 che proponevano una versione “occidentale” dello ska e del reggae, dall’altra il punk di Clash e Ruts che si apre alle sonorità delle origini (blues, rock n roll, e, in particolar modo, musiche della Giamaica): la rabbia è la stessa, la protesta è affine, i giovani che crescono con queste sonorità sono i figli del sottoproletariato britannico e giamaicano. La musica che suonano è un melting pot di ska e grezzo punk rock dalle chitarre scordate, i vestiti che indossano sono rigorosamente gli smoking in bianco e nero dei rude boys, il colore della loro pelle è bianco e nero. Se non lo avete ancora capito, questa settimana affronteremo lo ska revival britannico, più noto come “2 tone ska”! Pronti per un passo avanti kids!
Buon ascolto!
Obrint Pass – Intervista completa
Una Giamaica, invasa da R&B, bluebeat e jazz, nei primi anni ’60. La nascita dei primi sound systems nei ghetti di Kingston, i temuti rude boys, i leggendari produttori Duke Reid, Coxone Dodd e Leslie Kong: in una parola SKA! Osserveremo come l’esplosione delle radio giamaicane abbia favorito lo sviluppo del fenomeno dello ska in Inghilterra, e come la commistione della musica giamaicana con le culture mod e skinhead (ed il connesso melting pot tra proletariato bianco e nero) abbia influenzato positivamente il neonato movimento punk, tramutando il nichilista“no future” nel ribelle“white riot”: il tutto accompagnato da quella che i rudies hanno da sempre definito “la musica nazionale della Giamaica”.
Buon ascolto kids!
Un tuffo indietro nel tempo, più precisamente nel 1983, e ci sposteremo qualche kilomentro più in alto, più precisamente l’Inghilterra. L’Inghilterra della “lady di ferro” Margharet Tatcher, dell’ultraliberismo sfrenato e dell’imminente crisi economica. In questo scenario seguiremo le avventure del giovane Shaun che viene iniziato all’adolescenza da un gruppo di skinhead, tra doc. Martines, capelli rasati, camicie Ben Sherman e tanta, tanta musica… Sì, lo avete capito: parleremo proprio di “This is England”, e ascolteremo assieme la sua splendida colonna sonora! Kids, al termine della trasmissione avrete una piccola sorpresa… un’esclusiva intervista ad una delle massime band del panorama Oi! italiano… Buon ascolto!










